Menù Principale

· Home
» Storia
· Link

Prossimi Eventi

Nessun evento prossimo

Anche su Facebook

Liturgia Odierna

Caricamento in corso...

Foto a caso

Foto a caso

Il monte Carmelo


il monte carmelo


A 30 kilometri da Nazareth il Carmelo è simbolo di grazia, di benedizione e di bellezza a causa della sua ricca vegetazione. Per la Bibbia esso è soprattutto il monte della rinnovazione dell'alleanza e degli interventi di Dio per mezzo del profeta Elia. Dopo la sfida del fuoco, gli Israeliti ritornano all'unico Dio e rinnovano l'Alleanza con lui. Similmente sul Carmelo Elia prega sette volte per la pioggia vivificatrice attesa dopo lunga siccità e annunziata dalla nuvoletta che saliva dal mare. In questa bianca nuvoletta apportatrice della pioggia di benedizione si vide un simbolo di Maria, Madre di Cristo Salvatore.

Già nel V sec. d.C. Crisippo di Gerusalemme saluta la Vergine: "Ave, nuvola della pioggia che offre bevanda alle anime dei santi".

Con l'eremitismo del sec. XII, il Carmelo diviene un luogo di culto verso Maria. Un libro di pellegrini, scritto verso il 1220, testimonia: "Sul monte Carmelo vi è un luogo delizioso, in cui vivono gli eremiti latini, che si chiamano frati del Carmelo. Vi è una piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine".

Il voler dedicare una Chiesa a Maria significava, nella concezione feudale, non solo mettersi al servizio di un tempio, ma anche porsi completamente a disposizione di Maria con una consacrazione personale ratificata con giuramento. I frati eremiti Carmelitani scelsero dunque la Madonna come Patrona, sicché il loro nome ufficiale divenne "Frati della beata Vergine Maria del Monte Carmelo".

Questo titolo non si limita ad indicare la protezione di Maria sui Carmelitani, oppure la loro dedicazione alla Vergine, ma esprime la somiglianza evangelica esistente tra Maria e i Carmelitani in base alla scelta della verginità.

Il Carmelo diviene così il monte di Maria, dove i frati eremiti seguono le orme spirituali della Vergine e professano il suo culto. Nel sec. XVII vi sorge il Santuario di Nostra Signora del Monte Carmelo con il grande convento dei Carmelitani.

La celebrazione liturgica della "Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" ricorda il culto di Maria sul Monte Carmelo, la spiritualità mariana dell'Ordine Carmelitano e il dono dello scapolare.


La commemorazione della Madonna del Carmelo interpella a recuperare la dimensione contemplativa della vita. Niente infatti è più alieno dal Carmelo e da Maria quanto un'esteriorità priva di un'intima unione d'amore con Dio. Il Carmelo ricorda il profeta Elia, l'uomo della preghiera insistente e del motto programmatico: "Vive il Signore alla cui presenza io sto" (1 Re 1,1: 18,15) ed invita ad incontrare Dio e rinnovare l'alleanza con lui. Non esiste esigenza più profonda e urgente per l'uomo di oggi, che rischia di perdersi in un caos frenetico senza senso definitivo, quanto quella di sperimentare Dio nella propria vita. I grandi autori mistici Carmelitani hanno avuto un senso acuto della vita spirituale come "cammino di perfezione" (S. Teresa d'Avila) o "Salita del Monte Carmelo" (S. Giovanni della Croce) o "piccola via" (S. Teresa di Lisieux). In questo itinerario è presente Maria, come madre e modello dei contemplativi, cioè dei Cristiani sensibili all'ascolto filiale del Padre per mezzo di Cristo nello Spirito.

Il motivo ispiratore della "Solenne Commemorazione della beata Vergine del Monte Carmelo" fu il ringraziamento per i benefici concessi all'Ordine Carmelitano, tra cui l'approvazione apostolica e la vittoria riportata a Cambridge, nel 1374, circa la legittimità del titolo mariano da attribuire all'Ordine stesso.

Una particolare grazia della Vergine verso i Carmelitani, che si irradierà nel popolo cristiano, è così riportata dal Viridarium di Giovanni Grossi (scritto intorno al 1400): "Simone Stock supplicava la Vergine gloriosa, Madre di Dio, patrona dell'Ordine, di dotare di qualche privilegio i Frati che portano il suo nome. E un giorno, mentre recitava devotamente una preghiera, la gloriosa Vergine Maria Madre di Dio gli apparve, accompagnata da una moltitudine di Angeli, e, tenendo in mano lo scapolare dell'Ordine, gli disse: "Ecco il privilegio che concedo a te e a tutti i figli del Carmelo. Chiunque muore rivestito di questo abito sarà salvo"".

Sotto forma di racconto storico si è trasmessa una convinzione dell'Ordine carmelitano: chi persevera nell'appartenenza all'Ordine, simboleggiato dall'abito, si salverà per l'eternità. Non si tratta certamente di una grazia derivante dal semplice indossare lo scapolare: la salvezza eterna dipende dal vivere l'ideale carmelitano di contemplazione o ascolto della Parola di Dio e servizio zelante dei fratelli; ideale reso realizzabile più sicuramente dalla presenza protettrice della Vergine Maria.

Il popolo cristiano fa bene a conservare i valori insiti nella devozione dello scapolare, come la fiducia per l'intercessione della Madre di Dio nell'importante problema della salvezza. Occorre però saldare maggiormente, contro ogni tentazione di risultati magici, tale fiducia con l'imitazione degli esempi evangelici di Maria.